Archivio per la categoria ‘Archivio mostre’

Passaggi nella città prigioniera

Pubblicato: gennaio 16, 2014 in Archivio mostre

Benci Passaggi 2011 - immagine 07

 17 gennaio – 28 febbraio 2014

una mostra dedicata alla memoria della Roma occupata dai nazisti dal settembre 1943 al giugno 1944

 

Roma, 14 gennaio 2013

Con le devastazioni dei bombardamenti e i tanti episodi atroci, tra cui il rastrellamento del Ghetto e la strage delle Fosse Ardeatine, i mesi dell’occupazione nazista, dal settembre 1943 al giugno 1944, sono stati per Roma tra i più tragici della sua storia.

Mentre gli alberghi di via Veneto erano occupati dai comandi nazisti, in via Tasso si istituiva il Comando della Polizia di Sicurezza, guidato da Herbert Kappler, con annesso un carcere nel quale le persone erano interrogate, detenute e torturate. Oggi parte di quell’edificio è divenuto il Museo storico della Liberazione, una testimonianza eloquente dei tragici mesi in cui Roma fu prigioniera.

Passaggi nella città prigioniera”, alla Sala Santa Rita dal 17 gennaio al 28 febbraio 2014, indaga quel periodo storico attraverso un apparato documentario curato scientificamente da Antonio Parisella, Presidente del Museo storico della Liberazione, e reso graficamente da Martina Donati, maestra di grafica ed incisione, e ne propone una lettura estetica con i video dell’artista visivo Jacopo Benci “Passaggi – Durchgänge” (2011) dedicato al luogo di detenzione di via Tasso e “Nella città prigioniera” (2014, 27’40”) che ripercorre gli eventi avvenuti fra il bombardamento del 19 luglio 1943 e la liberazione di Roma il 4 giugno 1944 attraverso il ricordo e la voce di un testimone di quei mesi, il regista Francesco Maselli, all’epoca tredicenne studente del Liceo Tasso, che nonostante la giovanissima età partecipò attivamente alla resistenza nell’Unione Studenti Italiani.

La mostra rimanda nel titolo a un particolare storico che Rossellini aveva già colto nel 1945 nel film “Roma città aperta”. Mentre i tedeschi erano convinti di controllare la città con le loro macchine fotografiche, carte topografiche, lenti d’ingrandimento, i cittadini-resistenti attraverso i “passaggi”- sotterranei, tetti, soffitte, cantine – riuscivano ad incontrarsi eludendo la loro capillare sorveglianza.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale e realizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, è a cura del Dipartimento Cultura – Servizio Spazi Culturali ed è inserita nel progetto carcerAzioni – Prigionie dei nostri tempi, che prevede alla Sala Santa Rita anche gli appuntamenti:

  • 25 gennaio 2014, ore 18.30 Canti dalle musiche di Terezin e letture di Evelina Meghnagi
  • 11 febbraio 2014, ore 18.30 Incontro “Memorie, Roma: luoghi, corpi, storie” con Jacopo Benci, Martina Donati e Antonio Parisella. Modera Roberta Perfetti.

e al Museo Storico della Liberazione di Via Tasso

  • 19 gennaio 2014

ore 10.00: Proiezione del documentario “Via Tasso 145. Da Carcere a Museo”, Italia 2013, ’50 coordinamento scientifico Antonio Parisella e ore  11.00: Visita guidata (max 30 persone)

ore  16.00: Proiezione del documentario “Via Tasso 145. Da Carcere a Museo”, Italia 2013, ’50 coordinamento scientifico Antonio Parisella e ore  17.00: Visita guidata (max 30 persone)

Per la visione del documentario e la visita guidata: ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608 entro il 18 gennaio 2014.

Antonio Parisella è storico, già docente di storia contemporanea e storia dei movimenti e partiti politici nella Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Parma, è Presidente del Museo storico della Liberazione – Roma.

Nell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla resistenza ha ricoperto la carica di consigliere, segretario generale dal 1980 al 1990, vicepresidente e poi presidente nel 1996.

Tra le sue pubblicazioni più recenti: Cattolici e Democrazia cristiana nell’Italia repubblicana: analisi di un consenso politico, Roma, Gangemi, 2000; Cultura cattolica e resistenza nell’Italia repubblicana, Parma, Università degli studi, Dipartimento di Storia, 2000; La Resistenza a Roma e nel Lazio tra memoria e storiografia, in “Documenti della Resistenza a Roma e nel Lazio”, Roma, Biblink editori, 2001, pp. 7-26.

Jacopo Benci è un artista visivo che vive e lavora a Roma. Il suo lavoro comprende fotografia, video/film, installazione, performance, ed è stato esposto tutto in Italia e in diversi Paesi stranieri. È attualmente Senior Research Fellow in Modern Studies presso l’Accademia Britannica, di cui è stato Vicedirettore per le Arti Visive dal 1998 al 2013.

Fra le sue mostre personali recenti: 2012, “A tour of the monuments of Magliana”, 26cc, Roma; “Il mistero del parco”, Ecos Gallery, Roma; 2011, “Débrayages”, Centro Luigi Di Sarro, Roma; “Un itinerario possibile / A possible itinerary 1981-2011”, MLAC, Sapienza Università di Roma. http://www.jacopobenci.com

Martina Donati è pittrice ed incisore, diplomata nel 2006 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha esposto alla 6° Bienal Internacional de Gravura do Douro 2012 curata da Nuno Canelas. http://www.martinadonati.com

 I link per vedere il video “Passaggi – Durchgänge” http://www.youtube.com/watch?v=rlh7x_R2CSM e http://www.jacopobenci.com/video/

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INNESTO #6, RI-ORIENTAMENTO

Pubblicato: dicembre 10, 2013 in Archivio mostre

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Installazione di Michela De Mattei

13/12/2013-10/1/2014

Innesto #6, Ri-orientamento nasce da uno studio storico della Sala Santa Rita: l’ex chiesa fondata nel 1653 nei pressi dell’ Aracoeli venne rimossa nel 1928 per poi essere ricostruita nella posizione odierna nel 1937-40. Nella ricostruzione si persero alcuni riferimenti propri dell’originale tra cui, soprattutto, l’orientamento spaziale. Michela de Mattei traccia il profilo dell’interno della Sala, studia i suoi elementi portanti e li ricostruisce ruotandone il perimetro, non allo scopo di ripristinarne l’assetto iniziale, ma con l’intento di indagare la relazione che lega l’uomo allo spazio. L’artista reinterpreta l’architettura attraverso un sottile gioco di materiali quali ferro e marmo che si profilano come segni grafici permettendo allo spettatore di rintracciarne, nella trasparenza, il referente originario.

In mostra una scultura ambientale e un video in cui i profili architettonici della Sala diventano strumenti per la comprensione del paesaggio, inglobandosi in esso e al tempo stesso tracciandone i confini.

 

 

MICHELA DE MATTEI è nata a Roma nel 1984. Dal 2007 al 2012 ha affinato le sue conoscenze in ambito artistico collaborando come assistente con l’artista Giuseppe Gallo. Fin dall’inizio interessata all’aspetto materico e scultoreo degli elementi, ha utilizzato fibre vegetali, legno, ferro e altri materiali per edificare strutture che interagissero sensibilmente con lo spazio. Nel 2012 ha partecipato alla residenza Manufatto in Situ 6 a Foligno. Nel 2013 ha vinto il primo premio al Festival della Creatività presso lo spazio FACTORY, Macro Testaccio di Roma e il premio speciale al Talent Prize.

A cura di Daniela Cotimbo

Innesto #6, Ri-orientamento è l’ultimo appuntamento della seconda edizione di Autunno Contemporaneo, ciclo di installazioni site specific alla Sala Santa Rita.

autunno 2013

 

 

Rehenes – Ostaggi

Pubblicato: novembre 14, 2013 in Archivio mostre
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still life II levenson

L’installazione Rehenes – Ostaggi, attraverso un fitto dialogo tra le opere di Elizabeth Aro e Silvia Levenson, riflette sulle violenze e le coercizioni che abitano la quotidianità e sulle possibili strategie di reazione. Nella Sala Santa Rita si fronteggiano da vicino due estetiche e due mondi divergenti: alla fredda e dolorosa immobilità delle installazioni della Levenson fa da contrappunto il pathos delle sculture in tessuto della Aro. Una contrapposizione apparente che si risolve nell’evocazione della condizione esistenziale dell’ostaggio, metafora di uno stato latente di costrizione che non esclude però la possibilità del riscatto e della reazione.

L’installazione Forever happy di Silvia Levenson riproduce un ambiente domestico quotidiano, il salotto di una qualunque casa contemporanea. Avvicinandosi all’opera lo spettatore comincia a percepire un senso di disagio. Il luogo di socialità della casa è infatti coperto da un manto di tessere vitree punteggiate da aculei filiformi: ci muoviamo di colpo in un ambiente fragile ed ostile. La Levenson rivela così una quotidianità attraversata da tensioni e disagi celati sotto la parvenza di felicità fittizie. Nella sua visione l’uomo è costretto in una realtà falsa e illusoria, una prigione sociale che lo condanna alla “felicità eterna”.

La Levenson denuncia una cultura della cosmetica della felicità dove tutto deve apparire perfetto e sotto controllo. Nell’opera Still life II una serie di ampolle allineate su un freddo vassoio metallico sono gli antidoti offerti allo spettatore per rispondere alle aspettative di un senso comune dittatoriale che considera la debolezza e l’imperfezione alla stregua di tabù. Realtà vergognose che vanno nascoste grazie a magici elisir di eterna bellezza e pillole della felicità permanente.

La condizione di oppressione dell’ostaggio evocata nei lavori della Levenson è riproposta nella fotografia Rehenes de un pensamiento di Elizabeth Aro. Nell’immagine i volti di un uomo ed una donna sono nascosti in una massa di tessuto broccato. Materializzazione di un sogno utopico che unisce o concretizzazione di angosce interiori che immobilizzano? Sospesa tra queste due possibilità interpretative la struttura di tessuto appare ora come un sogno che spinge all’azione, ora come una soffocante prigione paralizzante.

Nelle altre opere della Aro il dubbio comincia a sciogliersi: l’immobilità delle figure di Rehenes lascia il posto al pathos delle sculture in tessuto.

Così in Todos los fuegos, el fuego una serie di fiamme di velluto simili a cuori risale la parete, evocando l’erompere di energie non più costrette in anestetici ambienti ostili. Questa azione di “svelamento”, intesa come un processo di emersione e liberazione della dimensione patica, torna nella scultura di tessuto Branches, una struttura ramificata di tessuto rosso che si espande e contrae a formare una grande sfera, suggerendo con forza la dimensione di una vitalità finalmente manifesta.

 

ELIZABETH ARO

Nata a Buenos Aires, dagli anni ‘90 vive a Madrid e dal 2005 in Italia. Sotto la forma di grandi installazioni in cui il legame con il luogo diventa centrale, le opere della Aro riflettono sul tema dell’identità, declinato sia in termini sociali e politici, come nei lavori sull’emigrazione, sia in termini intimi e privati, come nelle sculture di tessuto in cui prevale la dimensione del pathos e del corpo.

 

SILVIA LEVENSON

Nata a Buenos Aires, vive e lavora a Lesa (NO). Oggetto privilegiato della ricerca dell’artista sono le dinamiche dei rapporti interpersonali, familiari e di coppia. Attraverso le sue sculture in vetro la Levenson rompe la superficie dorata dell’apparenza sociale per indagare il non-detto: la fragilità, la violenza ed il dolore che abitano le relazioni umane.

A cura di Giulia Giovanardi e Alexandra Gracco Kopp

Inaugurazione giovedì  16  Novembre 2013 ore 19.00

Rehenes – Ostaggi  fa parte della rassegna Autunno Contemporaneo 2013-2014

autunno 2013

Muralla – Autunno Contemporaneo

Pubblicato: settembre 30, 2013 in Archivio mostre

“Muralla” nella lingua sarda indica un alto muro a secco di confine inteso come negazione di accesso allo spazio, qui sarà un’installazione in due forme espressive di natura diversa unite dall’uso del filo: un’opera site specific e una serie di ritratti cuciti su tela.battesimo DSC3726_low

L’installazione di Elena Nonnis è pensata come una sorta di “opposizione” tra un luogo sacro così imponente come la ex chiesa di Santa Rita e un’opera strutturata sull’intreccio di esili elementi che, senza voler competere con lo spazio, trova una sua dimensione di “difesa”.

La prima opera, posta all’ingresso, è infatti una sorta di barriera realizzata con fili annodati avvolti su fili di ferro in modo da negare l’accesso al pubblico.

Inoltre, una serie di retro-ritratti, cuciti su tela di lino antico di varia grandezza, sono disposti in modo caotico e soffocante come gli ex voto nelle chiese che intendono suggerire, ma al tempo stesso negare, il luogo prima sacro e poi sconsacrato della Sala.al pincio 1

L’installazione è a cura di Daniela De Dominicis

Inaugurazione giovedì  17 ottobre 2013 ore 19.00

Muralla fa parte della rassegna Autunno Contemporaneo 2013-2014

autunno 2013