Softheart Passioni Grandi Passioni

Pubblicato: gennaio 20, 2011 in Archivio mostre

 Sansavini, nella sua modernità e genialità, ha un cuore antico e lo fa vibrare con quel tanto di leggerezza che lo rende attraente e aperto al dialogo, un dialogo in cui al posto delle parole ci sono le immagini, con la sottigliezza che gli viene dai cartoni animati di cui Walter Disney ci ha tracciato un particolare genoma, che ci corrisponde alla grande, come ci corrispondono le frantumazioni dei miti antichi, pieni di orchi e di maghi, dove tutto si ammirava e divertiva regno di spiriti e spiritelli, vivificatori e incantatori.
Senza una soluzione di continuità tra il comico e il tragico, tanto è tutto fissato e finita la rappresentazione, ognuno dismette gli abiti di scena, si pulisce le ferite, si slacciano i faticosi amori appena uniti, ci si alza dal letto di morte e si va tutti a cena e poi tutti a dormire. Il crepuscolo della modernità, con il suo metamorfico scatto d’immagine, ha rotto i confini stesi dall’estetica settecentesca e rafforzati dalla romantica ottocentesca, tra arti maggiori ed arti minori, tra discipline creative e ordini decorativi, chiamando a raccolta tutte le forme di creatività, unite attorno alla genialità individuali e non più soltanto alle geneologie, con tutto quello che ne consegue.
Non vale più il contenuto, ma il modo di esprimerlo, non vale più la provenienza, ma la direzione di marcia, la direzione verso cui la freccia verrà scoccata. Siamo nel regno dell’originalità, in cui ognuno di noi è solo, trafitto da un raggio di sole, oppure oscurato da un cono d’ombra; tutto dipende da noi e quando dico noi penso all’artista, a colui il quale l’immaginario è rimasto più legato e non si è fatto travolgere dallo spirito e dalla lettura della parola.
Cuori e vicende passionevoli son quasi sinonimi e concorrono ad essere quell’essenzialità tematica che fa comprendere come Sansavini possa lavorare su registri diversi e come il suo linguaggio (veramente suo) possa appartenere anche a chi pensa che ormai le opere degli artisti non riescano a contenere nulla, tranne la propria gestualità, mentre da oggi sappiamo che ci può essere più mondo in un cuore, in tanti cuori, di quanto cuore e quanti cuori possa contenere il mondo: ma in fondo mi viene da dire che il bello e il piacevole, vengono fuori la dove c’è pienezza e qui c’è.

Francesco Gallo (Mazzeo)

 

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