L’idea di mettere a confronto nella medesima cornice della Sala Santa Rita due artisti con la finalità di creare un’installazione comune, nasce da un duplice volontà: innanzi tutti quella di far dialogare fra loro due diverse discipline artistiche: la pittura e la scultura. In secondo luogo, quella di far cimentare sul medesimo tema, la paura dell’altro, due generazioni diverse di artisti e quindi due visioni assolutamente differenti su un tema comune.
Sergio Ragalzi e Paolo Grassino, entrambi torinesi, legati da un rapporto che in passato li ha visti uno allievo dell’altro, mettono in scena la personale rappresentazione di quello che si rivela uno dei più profondi e ancestrali stati d’animo umani. Per Sergio Ragalzi, la cui ricerca artistica è iniziata fin dai primi anni ’80, la paura non può prescindere la consapevolezza della morte. Questa si concretizza sul volto delle sue scimmie che dipinge con vernici industriali su grandi tele nere. Questo terrore non rappresenta altro quindi che il passaggio dell’animale alla consapevolezza dell’uomo.
Per Paolo Grassino, la paura coincide invece con l’incertezza del futuro: la sua ricerca affonda le radici nelle problematiche alla società della fine degli anni ’90, sospesa tra la precarietà dell’esistenza e l’incertezza generata dalla continua mutazione della vita contemporanea. La scultura in cemento che campeggia al centro della navata è attraversata da decine di lampadine collegate a una massa informe di fili elettrici che diventano esse stesse parte integrante dell’installazione, la disperata necessità di mettere in luce ciò che si para di fronte al proprio cammino rivela la paura e l’incertezza del futuro della sua generazione.
Inaugurazione: giovedì 9 febbraio ore 19.00
In esposizione dal 10 febbraio al 1° marzo
Martedì 21 febbraio, ore 21.00 in occasione del Carnevale romano 2012, la Sala Santa Rita ospita la performance “Paura dell’altro…“ma anche no!” con i cantori del “Titanic ensemble” del maestro Paolo Tagliapietra e la partecipazione dell’attore Gherardo Dino Ruggiero.

